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Approcci dietetici nel trattamento di pazienti diabetici con insufficienza renale cronica

August 18, 2017

L'insufficienza renale cronica (CKD) è una delle complicanze più diffuse del diabete, ed i pazienti diabetici con insufficienza renale (DKD) presentano un rischio sostanzialmente più elevato di malattie cardiovascolari e di morte rispetto ai pazienti non diabetici ma con insufficienza renale cronica (CKD). Oltre alle strategie di gestione farmacologica, gli interventi nutrizionali e dietetici nei pazienti DKD (diabetici con insufficienza renale) sono fondamentali per migliorare il declino totale della funzionalità renale e prevenire lo sviluppo di altre complicazioni della morte renale.

 

 

 

 

Tra i pazienti diabetici con insufficienza renale non dipendente da dialisi, gli esperti consigliano una riduzione dell'assunzione di proteine ​​dietetiche, minori di 0,8 g / kg di peso corporeo al giorno, mentre una maggiore assunzione di proteine ​​dietetiche (> 1,2 g / kg di peso corporeo / giorno) sono consigliati nei pazienti con malattia renale all'ultimo stadio che ricevono la dialisi, per contrastare il catabolismo delle proteine, le alterazioni e la perdita degli aminoacidi e delle proteine da dialisi. I carboidrati da zuccheri dovrebbero essere limitati a meno del 10% dell'assunzione di energia giornaliera, ed è dimostrato inoltre che il maggior consumo di grassi polinsaturi e monoinsaturi in sostituzione degli acidi grassi saturi e del colesterolo sia associato a risultati nettamente più favorevoli. Mentre le linee guida raccomandano la restrizione di sodio in dieta a meno di 1,5-2,3 grammi al giorno, l'assunzione eccessivamente bassa di sodio può essere associata ad iponatriemia, e può compromettere il metabolismo del glucosio e la sensibilità all'insulina. Ulteriori studi in questa popolazione di pazienti sono particolarmente necessari per determinare la sicurezza e l'efficacia delle restrizioni dietetiche mensionate.

 

E' chiaro ed evidente che queste valutazioni tecniche devono essere effettuale da personale specializzato, ovvero dal nutrizionista (biologo o medico) in collaborazione col nefrologo, o col centro diabetologico o nefrologico di rifeimento.

 

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